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Introduzione
Le frane costituiscono un fenomeno oramai diffuso su quasi tutto il
territorio italiano ed assumono oggi, tenuto conto dei gravi effetti che in
genere procurano al territorio ed alle persone, una grande rilevanza sociale ed
economica. Eventi quali quelli del Vajont, della Valtellina o anche quelli molto
recenti avvenuti in Campania (1997) non sono però che casi eclatanti di un
susseguirsi continuo di episodi franosi i quali, quando non interessando le
pagine dei giornali, interrompono le vie di comunicazione, aggrediscono i centri
abitati e minacciano la stessa vita dei cittadini. Ma le frane, come del resto ogni processo connesso alla erosione dei
versanti, costituiscono un fenomeno naturale al quale, tra l’altro, è
delegato il ruolo di produrre i sedimenti necessari per la formazione delle
pianure alluvionali, che costituiscono fonti inesauribili di sostentamento per
gran parte dell’umanità. E’ un errato uso del territorio che ha trasformato un “processo
naturale” in una “calamità naturale”: insediamenti antropici e sviluppo
delle vie di comunicazione in aree estremamente instabili, eccessivo
disboscamento e pratiche agricole non idonee sono fra le cause che hanno
innescato o accelerato processi che le caratteristiche geologiche,
geomorfologiche e climatiche del nostro paese già da sole
tendono a favorire. Il nostro territorio, per l’80% collinare e montano, giovane e
sottoposto ad una rapida evoluzione tettonica, è sede di una franosità
eccezionalmente alta. Una
indagine dell’Ordine Nazionale dei Geologi riporta, al 1975, oltre 3.000
dissesti su una superficie di 200.000 ettari. Solo
la Sardegna, le Puglie ed alcune aree pianeggianti sembrano esenti da franosità.
Nota
dell’autore Nel
considerare le frane in Italia, ma il discorso deve necessariamente essere
esteso ai terremoti, alle alluvioni ed alle eruzioni vulcaniche, devono essere
tenuti presenti i caratteri peculiari del nostro territorio, nel quale ragioni
storiche e sociali hanno creato delle situazioni pregresse che lo rendono
particolarmente delicato. Partendo
da tale considerazione, il testo prende in esame sia l’evoluzione della
normativa nel settore della difesa del suolo, sia lo sviluppo della legislazione
nel settore della protezione civile. Nell’ambito
di quest’ultima, vengono trattati i soccorsi tecnici dei Vigili del Fuoco e,
più in generale, le “risposte tecniche di protezione civile”. In
appendice è riportata la problematica connessa alla classifica delle frane e
quella relativa alle strumentazioni utilizzate per il loro controllo (controllo
geotecnico dei versanti in frana). Il
volume è completato dai principali disposti legislativi che regolano la
materia. Al
fine di offrire uno strumento “alla portata di tutti
gli addetti ai lavori”, in questa prima stesura lo scrivente non ha
ritenuto opportuno inserire il capitolo dedicato ai metodi di analisi di
stabilità dei pendii (metodi pseudostatici e metodo delle deformazioni o di
NEWMARK), che pure costituiscono parte importante della complessa problematica. Il
presente lavoro va pertanto inteso come un modesto contributo, che si spera al
più presto di completare in maniera conveniente, alla maggiore diffusione nel
Corpo Nazionale delle tematiche connesse ai fenomeni franosi ed ai soccorsi
tecnici ad essi connessi. Roma,
marzo 1997
Lamberto
MAZZIOTTI
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